domenica, 15 febbraio 2009

Quando qualcuno inconsciamente, con passo leggero e incauto, con la grazia di una ballerina sulle punte, piroettando qua e là, cade (diciamo così) al di là della linea che divide il lato illuminato della comunicazione da quello oscuro, cattivo, freddo e capitalista, nel quale si aiutano improbabili amici di amici di amici ad entrare in politica, il destino si vendica.

Quindi scopre di somigliare alla Palin da giovane, e si chiede:


1. Com'è che poi la Palin è diventata così brutta e acida?

2. ...diventerò anche io come lei??

3. quando la Palin ha compiuto 25 anni, è passata automaticamente alla crema antirughe? E se si, è questo che l'ha portata a candidarsi con McCain? O è sempre stata sicura, fin dall'inizio, che si trattasse di sponsorizzare delle patatine?

 





Quindi qualcuno inizia a pensare che anche la Palin, magari, aveva degli ideali da giovane, e che pure lei s'è ritrovata, piroettando quà e là, a cadere nel lato oscuro della politica, o comunque, in quello meno simpatico. E che fa qualcuno? Si ripromette di fare del bene nel futuro, di unirsi al Guerrilla Marketing e trasformare le panchine in gustosi KitKat, e cerca una giustificazione per il suo gesto irresponsabile, scuse tipo "Ero giovane e dovevo pagare l'affitto". Poi qualcuno si ricorda che è solo una stagista non retribuita e quindi giunge ad una terribile conclusione: si è venduta, gratis!



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categoria:laureata di professione, que sorte, speranzate
venerdì, 09 gennaio 2009
If someone has a high degree of common sense and then you teach him how to write, he'll be a good copywriter.

Ed McCabe
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categoria:firenze, risposte, que sorte
giovedì, 04 dicembre 2008

Ad uno dei miei compleanni passati, devo sicuramente aver espresso il desiderio di viaggiare.

Non sono mai riuscita a spegnere le candeline tutte d’un fiato; eppure il mio desiderio si è realizzato in modo del tutto inaspettato. Perché uno sogna di viaggiare da un hotel di lusso all’altro, circondato da valigie di pelle, su dei tacchi che magicamente non gonfiano le caviglie, sdraiarsi su una spiaggia paradisiaca…invece, io viaggio traslocando “a random” da una città all’altra, per lo più dalla sera alla mattina, per lo più da un gelido posto di montagna ad un altro. Quindi trascino pacchi di dimensioni surreali che si bagnano/cadono/si aprono (non necessariamente ad esclusione), sistemo la stanza a mio piacimento, appendo poster, sposto mobili (il mio personale battesimo di ogni stanza), mi ambiento, entro nella routine e poi arriva una telefonata. Quindi dico addio alla solita vita, risposto mobili, stacco poster, preparo pacchi etc…il tutto con delle comode scarpe basse: le mie caviglie sono già gonfie in versione naturale.

 

Questa volta è stata Firenze.

La dolce, romantica, vivace…pianeggiante…Firenze.

La mia stanzetta-ina-mini-petit-little-xxs ha una finestra, e questa è la buona notizia. La brutta è che si affaccia su un muro, quindi la vista non è panoramicissima come quella dell’altro annuncio, dove però c’era solo il comodino (il resto era di proprietà dalla ragazza che andava via!)…ma almeno è tutto intorno a me!

La convivenza in casa procede bene. Divido casa con due cinesi, un’africana, un calabrese ed una molisana…detta così sembra un gran caos, in realtà ci si vede poco a causa di vite diverse, ma quando si sta insieme ci si diverte.

La mia prima conversazione con il ragazzo cinese è stata la seguente:

-         Cosa fai in Italia?

-         Studio

-         Cosa studi?

-         Sto cercando un mio amico…

 …contento te…

La ragazza cinese mi ha detto che gli uomini cinesi guardano film “sessuali” giapponesi e che il mio nome in cinese si pronuncia “shivuà”; dopo avermi chiesto se fossi mai andata da CEPU (?!) si è lasciata andare ad una riflessione per lei ovvia:

-         Scusa, ma se gli studenti qui protestano pel univelsità cara, non possono lavolale e pagale univelsità??

-         …emh…è un po’ più complicato…

E vallo a spiegare ad una cinese che in Italia non c'è più posto per nessuno, tranne che per loro.

 

I ragazzi italiani hanno passato le prime due settimane a chiamarmi Costanza e Fortuna a seconda delle circostanze, quindi tutto nella norma!

 

Approfitto del tempo libero per passeggiare lungo le strade di Firenze, strizzando un occhio a Miù Miù e salutando velocemente Gucci (non si sa mai mi facciano pagare). Lascio che Ferragamo mi spezzi il cuore, faccio un timido sorriso a Bottega Veneta e mi chiedo quale sia il giorno di mercato, infilandomi subito all’Oviesse.

 

Ho anche capito che se non ho iniziato a scrivere la tesi è solo perché c’è un problema di fondo.

La prof mi ha dato la risposta, ma la domanda la devo trovare io.

In genere si fa il contrario, ma siccome lei ha già deciso dove vuole che io arrivi, non mi ha lasciato scelta. Ed ora mi ritrovo con una risposta di cui devo trovare la domanda, e me ne vado in giro a pormi possibili quesiti con espressione assorta.

 

Che dire? La mia vita in piana procede bene: mi sveglio presto la mattina, rincorro il pullman, sorrido, stropiccio gli occhi davanti al pc e sogno il sole della primavera che mi sembra più vicina di quanto non sia in realtà. Ah, conosco gente e faccio cose, ovvio…

 

 

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categoria:firenze, que sorte
martedì, 21 ottobre 2008
...strano davvero!

Le ultime parole famose sono state pronunciate dalla sottoscritta un lunedì sera: "resto a Perugia altri sei mesi".
Il mattino seguente Firenze mi chiamava!

Perugia è davvero una città porosa. E poi con me lo è stata particolarmente. Di questi due anni posso dire di aver passato effettivamente qui...quanti mesi? 12? 13?
Questo mi ha portato a considerare tutto come transitorio; a vivere questa città con un sentimento di affetto aleatorio, che non sapevo in cos'altro si sarebbe trasformato. A lasciarmi sfumare le amicizie, a dimenticare nei cassetti i grazie ed i perchè.
L'ho odiata anche, Perugia.
Sarebbe riduttivo dire che sia stato solo per le salite (che qui non sono mai discese!); in alcuni istanti avrei cercato qualsiasi pretesto per andare via.

Poi, preparando gli scatoloni ho capito cos'è stata Perugia: è stata un'incubatrice.
Una piccola vaschetta verde di discese e salite.
Una scatola che mi ha regalato avventure e sbornie, giornate intere a letto e lezioni al quarto piano e mezzo. Nella quale ho scavato ed ho trovato la parte peggiore di me, ma anche tanto coraggio.
Lo stato di passaggio.
Quel limine nel quale si è e non si è.
L'opportunità di guardare oltre.
Affacciarsi è stato faticoso. Mi è costato molto.

Mi costa soprattutto ora.
Perchè Perugia è come una donna che t'ignora, qualsiasi cosa tu dica o faccia. A volte, dalla strafottenza passa al trattarti male e tu non trovi altra soluzione che andare via, lasciarla una volta per tutte.
E proprio in quel momento, quando sei sull'uscio e sei sicura di non provare nulla, ti mostra il suo lato più bello, ti conquista sfoderando tutto il suo fascino...ti sorride addirittura.

Questa è Perugia per me.
Ora mi sta mostrando la parte migliore.
Forse perchè sono finalmente pronta ad accettarla, senza chiedermi i perchè e i come, sorridendogli di rimando.
Infondo, quando una relazione non funziona, non è mai colpa di uno solo; ed io non sono mai stata disponibile con questo strano partner.
E mi dico che è giusto così, che tra poco più di sei mesi anche lei non sarà più la stessa, piegata alla luce di riflessioni sterili alla TV, sotto la pressione delle persone che vengono e decidono di non restare; rigenerata ad ogni anno accademico.
Mi dico che le persone che resteranno qui perchè la amano o perchè ci sono nate saranno sempre mie amiche, non importa dove sarò; che io tanto (come ha scritto la mia amica R.) non sono mai dove si ci
aspetta di trovarmi.
Mi ripeto quello che mi sono detta in tanti altri momenti, e soprattutto lasciando Lancusi: che le relazioni non sono legate ai luoghi, che continuano e se è stato così già altre volte, perchè non dovrebbe funzionare anche questa?
E perchè, nonostante tutto, mi fa anche un po' male?
Perchè non ci ho mai provato seriamente.
E adesso che sembra funzionare un po' mi dispiace.

Perugia l'ho vissuta come una frase con due punti: ora volto pagina, più con me stessa che con lei.


Io, ad essere sincera, ho sempre preferito...PAAARUUUGIAAAA!
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categoria:musica, risposte, perugia, que sorte
martedì, 14 ottobre 2008
Che poi io, in Dio, non ci ho mai creduto molto.
Insomma: questa storia della trinità, del resuscitare...da bambina mi sembrava una storia losca, come quelle raccontate da Lucarelli.
Sarà stato perchè a 5 anni già sapevo che babbo natale non esisteva, che ho trasferito la non esitenza anche ad altri personaggi famosi...chiedendomi fino ai 10 anni chi fosse a portare quei dannati regali.

Poi mi vengono a mettere i volantini nella buca delle lettere con su scritto "DIO TI CHIAMA, RISPONDI" e mi dico che forse è davvero un problema mio, che il cellulare non so mai dove sia esattamente...

Solo che poi mi succede di superare l'esame di spagnolo con due giorni di studio.
E allora mi dico che sono fortunata...

Un mio amico m'ha detto: "avevi più probabilità di vincere 80.000.000 di euro al superenalotto... e te la sei giocata con spagnolo..." ed anche questo è vero; se avessi vinto 80.000.000 di euro avrei comprato l'esame, l'università ed il sistema scolastico italiano (no! Allora lo privatezzerei!...posso sostituire sistema scolastico italiano con Banco d'Italia?? Ok, grazie mille!)

...ma no, qui c'è qualcosa di grosso.

Io lo so che a farmi superare spagnolo è stata proprio la Mano di Dio!




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categoria:que sorte, speranzate
mercoledì, 14 maggio 2008
Da un po' di tempo a questa parte mi sono appassionata ad X Factor. Mi piace molto perchè alcuni cantanti sono bravissimi e adoro Morgan (sia chiaro: lo adoravo anche prima!).
La puntata di ieri sera mi ha un po' annoiato e mi è dispiaciuto che i Cluster siano usciti...così come i Seiottavi...vabbè...

...che poi non s'è mica capito cos'è questo Fattore X...qualcuno dice sia il talento, qualcun'altro una sorta di carisma, altri ancora la capacità di realizzare i propri obiettivi con la tenacia...

Io mi sono guardata attentamente, dentro e fuori, e devo dire che ho riscontrato un Fattore XXL che è difficile nascondere, ma va bene uguale; come direbbe Maccio Capatonda "Meglio abbondare"...e qui non ci si risparmia mica!

Dalla settimana scorsa ho anche ribadito al mondo intero che ho una notevole dose di Fattore C...si, insomma: di fortuna!

Perchè superare l'esame di diritto nel giorno in cui la maggior parte dei tuoi compagni ha maledetto il sistema elettorale del Congo (si, a quanto pare votano anche lì...) non è roba da poco, specie se durante le settimane precedenti ci si è dedicati a tutt'altro.

I fattori C sono stati molteplici:
- il fatto che ci fosse un simpatico assistentre a bilanciare la cattiveria del professore, tanto per cominciare;
- il fatto che sarei stata chiamata dal professore, se la ragazza prima di me non avesse rinunciato a sostenere l'esame permettendomi (inconsapevolmente) di sostenerlo con l'assistente al posto suo;
- il fatto che il suddetto assistente - per misurare il mio grado di approfondimento della materia - mi abbia chiesto giusto quel procedimento spagnolo che la mia amica venezuelana mi aveva spiegato il giorno prima...e di cui ho già dimenticato il nome....

...e giuro che non ho sbottonato la camicetta...anche perchè indossavo una maglietta!

Credo di aver finito con gli esami di diritto; con quelli che non centrano nulla con il mio corso di laurea - e che dobbiamo sostenere per volontà superiori...ma di chi?! - avrò ancora a che fare...ma questa è un'altra storia...
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categoria:que sorte, speranzate
mercoledì, 16 aprile 2008
se potessi spiegare quello che è appena successo:

1. qualcuno morirebbe dalle risate;
2. un altro penserebbe che l'ho fatto a posta;
3. un'altra ancora mi direbbe che sono la solita;
4. di sicuro qualcuno mi guarderebbe come una sensitiva; o una che ha un culo esagerato (vabbè...)

ma io non so davvero spiegarmi perchè certe cose insospettabili debbano capitare proprio a me.

E la cosa davvero assurda è che, grazie al mio intuito...probabilmente nessuno se ne accorgerà.
O forse già lo sa?!
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categoria:que sorte
lunedì, 10 marzo 2008
STRACCIASEQUESTRI è una parola che non ha alcun significato per la maggior parte del mondo (tranne se il suono può ricordare qualcosa di senso compiuto in qualche lingua...che so...uruguaiano...) ma per un gruppetto ristretto di persone di Napoli (grazie alla creatività linguistica del padre di Touffe) indica una persona che non ha voglia di fare nulla...un fannullone, insomma.

...e vi dirò...ho superato l'esame di inglese!

e vi starete chiedendo: cosa centra?!

ed io vi dico: per l'esame di inglese alla stranieri ci si prepara un anno prima...anzi, ci si prepara tutta la vita perchè la professoressa è un genio e - si sa - i geni sono tutti un po' pazzi...

...e quindi lei sta lì a cercare il pretesto per farti tornare la prossima volta, per trattarti male e deriderti sottovoce in inglese con la sua assistente, e mettersi le lenti a contatto verdi e le calze ricamate e gli stivaletti di pelle anche se ha settanta anni...ma sui gusti non si discute...vabbè ma è ridicola...e all'esame vorresti ridere ma non puoi...solo che ti viene il riso isterico per la paura di non superare l'esame e quindi finisce che le ridi in faccia ma non per come s'è conciata...ma lei pensa che la stai deridendo e ti boccia con la scusa che non hai seguito il corso..."ma io l'ho seguito!"..."se l'hai seguito stavi all'ultima fila e non hai capito nulla!! Vieni la prossima volta...WE ARE OVER THE DEAD LINE!"...

si, insomma: una tipa così...

...bhè, io ho superato l'esame pur avendole consegnato un compito in cui ho scritto che la traduzione di SNAFUZ è "fannullone, stracciasequesti"...

se questo non è culo...

devo anche aggiungere che sono andata via senza firmare il verbale...e l'assistente mi è corsa dietro...ma come si fa?!

e ora vi starete chiedendo: ma l'hai fatto a posta perchè volevi dimostrare che lei tanto i compiti non li legge e anche se li legge non capisce??

NO: SONO SOLO UNA DANNATISSIMA SBADATA!

Farsi un toast senza accendere il tostapane e continuare ad attendere che avvisi la fine della cottura è un conto...ma con questa storia ho raggiunto il colmo!

E vogliamo parlare dell'esame di venerdì? Sono arrivata lì con le slide su cui erano scritte cose del tipo: "Impresa tal dei tali"...fortuna che il professore ha deciso di finire gli esami oggi! E nonstante le correzioni, l'associazione che avevo inventato aveva un nome nuovo ad ogni slide!

Secondo voi com'è andata?! ;)

Bene, allora smetterò di voler dimagrire - anche perchè quando mai c'ho provato?! - e mi terrò il mio culo, che porta pure bene!

e ora vi starete chiedendo: si, ma a noi cosa importa?!

ed io cosa ne so, siete voi che leggete il mio blog, mica io...  
postato da: speranza84 alle ore 16:59 | Permalink | commenti (9)
categoria:que sorte, speranzate