mercoledì, 10 settembre 2008
Sarà che sono le 23.25 ed ho studiato fino a due minuti fa.
Sarà che Ruth mi ha mandato una foto delle persone che ho conosciuto in Galizia...ma stasera ho proprio nostalgia di Pontevedra.
Della macchina che sfreccia accanto al bosco e Cesar che canta Bob Dylan.
Dei discorsi sull'indipendenza e di Bea che fuma bevendo il thè.
Di quello strano senso di straniamento, che stavo lì ma non capivo bene cose ci facessi e sorridevo imbarazzata, mischiando le parole per farmi capire...
Della nebbia di Santiago e di Ruth che fa un altro ritratto sporcandosi le mani di carbone.
Dei cruciverba del padre letti ad alta voce non so perchè...e della mamma che cucina i "figli di baccalà".
Pure il discorso di fine anno del Re mi manca; le letture illuminate dei corrispettivi spagnoli di Gente e Oggi e le telenovelas spinte-che-più-spinte-non-si-può...

 P1040461

...partire è un po' morire. 
Si va via, e si ci sente esclusi dalla continuità della vita in un posto che è stato anche il nostro...e che vorremmo lo fosse ancora.
postato da: speranza84 alle ore 23:08 | Permalink | commenti (8)
categoria:risposte, portogallo, galizia
mercoledì, 23 gennaio 2008

La cattedrale di Viseu disegnata da Ruth

"L'importanza di un'esperienza non è determinata dalla sua lunghezza, ma dalla sua intensità."  L. de Camões

postato da: speranza84 alle ore 22:56 | Permalink | commenti (4)
categoria:portogallo, galizia
martedì, 18 dicembre 2007
Una delle cose che adoro dei portoghesi è che non si preoccupano di fare corse contro il tempo o di dannarsi perché non è mai abbastanza: loro, IL TEMPO, l’hanno semplicemente dimenticato!
I giornali nel bar sotto casa arrivano alle 9 di mattina e i dolci alle 8, orario in cui in Italia si sforna il secondo carico di cornetti e i bambini sono già a scuola; al supermercato non dovete affannarvi a mettere tutto nelle buste perché ci pensa la cassiera, provocando code incredibili, code che comunque possono avere anche altre cause, tra le quali:
- la cassiera deve finire la sua conversazione telefonica;
- la cassiera sta spiegando ad un turista il significato dei disegni sulle monete (da quelle di 2 euro al singolo centesimo);
- la signora davanti a voi ha la carta di credito ma non funziona e quindi continua a riprovare all’infinito (mentre la cassiera ne approfitta per parlare al telefono);
- la cassiera sta attendendo il capo per cambiare il rullo degli scontrini perché non ha ancora imparato nonostante lavori già da un mese ormai (ma il capo sta tardando perché è al telefono).
La lentezza è una prerogativa portoghese esattamente come la pigrizia, che si riflette bene sulla lingua: loro partono dal presupposto che non c’è bisogno di avere UNA parola per ogni COSA, perchè basta usare sempre la stessa e applicare delle piccole variazioni.
Perché perdere tempo ad inventarsi una parola per dire “colazione”? La colazione, specie se abbondante, può di fatto essere considerata un pranzo (almoço) in versione ridotta, quindi passibile di essere chiamata “pequenho almoço”!
Non sentono il bisogno di esprimere la loro fantasia inventando parole altisonanti per i giorni della settimana, basta semplicemente numerarli: segunda-feira, terça-feira, quarta-feira etc…che poi nel linguaggio comune, per evitare sprechi, diventano segunda, terça, quarta…
Troppo difficile inoltre trovare una parola per indicare sia la madre (mãe) che il padre (pai), e quindi meglio decidere arbitrariamente di chiamarli “padri” (pais).
I portoghesi sono talmente pigri che ad un certo punto hanno deciso di eliminare dalle declinazioni la seconda persona plurale…e quindi per indicarla si può tranquillamente usare la terza plurale!
Mi chiedo quando elimineranno il congiuntivo…spero comunque prima che io lo impari!
postato da: speranza84 alle ore 11:25 | Permalink | commenti (12)
categoria:portogallo
giovedì, 13 dicembre 2007

 

Già qualche settimana dopo il mio arrivo (cioè a Novembre!), a Viseu si potevano notare molti uomini intenti a posizionare le luci natalizie...

...pensavo fossero solo prevideneti, del tipo "Le montiamo a Novembre perchè a Dicembre abbiamo da fare!".

Invece hanno continuato per un mese intero ed il risultato è che Viseu sta spendendo in elettricità quanto tutta Roma (provincia!)!!! Ogni strada ha la sua illuminazione diversa dalle altre, cosa che vi aiuta ad orientarvi e rende il paesaggio imprevedibile, via Dereita ha il tappeto rosso (oltre ad un albero ogni 5 metri!) e nel centro viene diffusa tipica musica inglese natalizia!

Inizio a credere che i portoghesi debbano compensare la mancanza di ferie natalizie con le illuminazioni (la cosa è inversamente proporzionale: infatti i giorni di ferie sono solo il 25 Dicembre ed il 1 Gennaio!); pensate che quest'anno i cittadini di Viseu si sono addiruttura lamentati per la SACRSITA' degli addobbi in città!!!

Ma devo ammetterlo: è la prima volta dopo anni che sento il clima natalizio...e se non lo sentivo iniziavo a preoccuparmi!!

(le foto sono di Saria!)

postato da: speranza84 alle ore 15:41 | Permalink | commenti (4)
categoria:portogallo
mercoledì, 12 dicembre 2007

Oggi ho letto questo articolo sui meccanismi che il cervello attiva per controllare il bilinguismo.

In pratica, un gruppo di ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (in collaborazione con il Dipartimento di Neurologia dell'Università di California e dei Geneva University Hospitals) ha scoperto un "meccanismo nel cervello che, come un interruttore, si accende mentre si passa dalla lingua madre alla seconda lingua e viceversa, e fa sì che si selezioni correttamente quella prescelta attraverso un sistema di controllo interno"; si tratta quindi di "una rete di aree cerebrali che si attiva solo quando c'è il passaggio da una lingua all'altra".

Ecco il motio della mia frustrazione mattutina: il mio interruttore è andato in TILT perchè sottoposto ad uno stress estremo:

LEGGERE L'ITALIANO ED ASCOLTARE IL PORTOGHESE

CONTEMPORANEAMENTE!

Devo assolutamente sapere se è normale che il meccanismo si inceppi in casi simili o se la mia rete celebrale è intasata come la Salerno-Reggio Calabria...

...e devo assolutamente sapere cosa ci faccio in Portogallo a parlare con una gallega del fatto che uno sloveno si è ritrovato in vacanza con un lituano che in realtà stava fuggendo con 250 euro rubati ad un cipriota...

...mh...

L'interruttore del bilinguismo avrà qualche problema, ma quello degli argomenti non correlati funziona benissimo! ;)

 

postato da: speranza84 alle ore 10:27 | Permalink | commenti (4)
categoria:portogallo
martedì, 04 dicembre 2007
Eccomi!!!
 
Scusate l’assenza, ma sono rimasta intrappolata in un vortice interculturale di cui è difficile liberarsi se si abita in Portogallo, si ha una compagna di stanza spagnola (scusate: gallega!) e si frequenta un gruppo di persone messe insieme dal destino!
Ormai non so più quale lingua parlare: confondo il dialetto con il portoghese, applico le regole dello spagnolo all’italiano e inizio le frasi in inglese per poi finirle in portoghese…ed è così per tutti!
 
E capita che Ruth, che non conosce l’italiano, si emozioni per una canzone di Mina.
Capita che un’altra Ruth, questa volta di Oxford, inizi a parlarti della sua infanzia in giro per l’Africa (i genitori sono volontari), della volta che ha nuotato con le balene e ha visto uno squalo, di quando andava a scuola ed era l’unica a non essere picchiata perché “bianca”, e di quando ha guidato per tre giorni interi solo per andare da una città all’altra del Malawi e poi, d’improvviso, si volti e ti chieda:
- Ma parlami un po' di te!
- IO?!
 
Capita di sentire discorsi in portoghese tra cechi e spagnoli del tipo:
- Allora, quale viaggio ti piacerebbe fare?
- Mi hai chiesto quando devo tornare?
- Si
- Il 15 di Gennaio (Janeiro)
- Ah! A Rio de Janeiro!
- No, cosa c'entra?!
- Scusa, ma di chè stiamo parlando?!
 
Capita che Ruth spagnola parli in inglese con Ruth inglese che risponde in portoghese mentre io continuo a parlare portoghese con la mia amica italiana sperando che mi capisca comunque…
 
In questo clima interculturale, uno spagnolo ha perso una buona dose di senno, cosa che appare chiara ogni volta che si ubriaca e se ne va in giro a parlare esclusivamente in inglese; il fatto è che, essendo ubriaco, dice frasi come “the car is on the table” oppure “withe a moment”; la cosa diventa imbarazzante se in una discoteca chiede ad una ragazza di reggergli il bicchiere perché lui “must go a moment to the curch” mentre si avvia verso il bagno; oppure, se non sapendo come brindare con gli inglesi, se ne esce con l’equivalente di “salute” che è, ovviamente, “healt”!
 
La regola sarebbe quella di accordarsi preventivamente su quale lingua si intenda usare, ma è inutile dire che non viene mai applicata; così, si chiede in portoghese:
- Oltre al pesce, cosa si può mettere nella paella?
e si risponde in inglese:
- crow...(vacca)
- cão?! (cane)
- NO! No "WOLF WOLF"!! but "MUUU MUUUU"
- AAAHHHH! OK!
…fortuna che gli animali sembrano parlare linguaggi più o meno internazionali!
 
Confesso che a volte, chiamata ad aiutare nelle traduzioni, temo di provocare incomprensioni, liti e disguidi internazionali…ma alla fine riusciamo a capirci nonostante la distanza linguistica, a dimostrazione del fatto che la comunicazione non è fatta solo di parole, ma anche di toni, sguardi, sorrisi e gesti più o meno taciti, che la distanza non è questione di nazionalità, e la diversità culturale può essere una ricchezza se c’è curiosità e voglia di apprendere…ed è per questo che I love Viseu, muito!
postato da: speranza84 alle ore 09:39 | Permalink | commenti (10)
categoria:portogallo
giovedì, 22 novembre 2007

Ebbene si, sto "lavorando" in un'agenzia di comunicazione portoghese.

Il mio tutor è un ragazzo che probabilmente ha qualche problema a "tutorare" persino sè stesso...figuriamoci me! Ma le cose vanno abbastanza bene: dopo i primi giorni di lavoro, mi hanno gentilmente retrocessa al semi-lavoro e spero che la situazione non peggiori! In effetti non è facile lavorare in un posto in cui non capisci tutto quello che viene detto, inoltre i portoghesi sono un poco timidi (o chiusi?!) e non stanno lì a cercare di parlare con te, si limitano a chiedere cose del tipo: "ma quella canzone in quello spot è italina?!".

Nel complesso, cerco con tutte le mie forze di evitare figure di merda e di sembrare una persona pressocchè normale, ma alla fine il destino l'ha sempre vinta.

Il secondo giorno di lavoro, i miei colleghi hanno iniziato a chiedermi di tradurre in italiano le parolecce, ma siccome io non conoscevo quelle portoghesi, abbiamo dato vita ad una simpatica scenetta di gesti. Alla fine, la mia collega mi ha chiesto:
- com'era quella parola....'cchino???boc...???
- ah si, bocchino...e tu come fai sapere come si dice?!
questa mia domanda l'ha posta al centro dell'ilarità generale, l'hanno presa in giro per tutto il giorno...ed io ne ero la causa!
Qualche giorno dopo aver indirettamente chiamato bocchinara una delle mie colleghe, ho deciso di portare il mio portatile non-portatile a lavoro.
Dopo circa due ore di lavoro, una signora mi si è avvicinata mentre parlava tutta agitata al cellulare:
- si...è un portatile...si...ora lo stacco...si...SCUSA, PUOI DISCONNETTERE IL TUO PC??...ora com'è la situazione???...ok...si...
- scusi, qual'è il problema?
- il tuo pc ha un virus che ha bloccato tutti i computer dell'agenzia
- ...ooops!
Così i ragazzi dell'area internet mi hanno installato un bell'antivirus, e quando sono andata a ringraziarli ne ho approfittato per cercare di fare un po' di conoscenze portoghesi:
- grazie per aver istallato l'antivirus!
- ...
- ...ma...devo aggiornarlo io?
- si
- ...come si fa?
- ...
continuo ad aspettare la risposta.
Quest'ultimo avvenimento mi ha spinto a pensare che ci sia una sorta di superstizione sulle stagiste italiane. Tale ipotesi è stata confermata dal comportamento di un signore che è venuto a parlarmi, inizialmente, tutto felice:
- tu sei la nuova stagista?
- si...sono italiana, è per questo che non parlo molto bene il portoghese!
e lui....è fuggito!!!
si, dev'essere una superstizione...o chissà cos'ho detto!! Si, perchè ho capito che il mio problema con il portoghese è che voglio parlare come in italiano; mi ostino a voler dire cose del tipo:
"lei è una persona a cui piace condurre uno stile di vita salutare" arrancando inevitabilmente, invece di dire un semplice:
"non fuma, mangia sano, fa ginnastica..."
Insomma, mi sono arresa al fatto che devo parlare come una bimba di cinque anni!

Ma oggi ho sostenuto una conversazione di 1 minuto (!!!) con una cliente:
- tu sei un'italiana in erasmus?
- sono italiana, ma sono qui per il leonardo
- italiana di dove?
- vicino napoli (non conoscono salerno, figuriamoci capaccio!)
- e dove studi?
- a Perugia
- non la conosco...conosci Luca?
- Luca chi?
- un ragazzo italiano
- ...
- è erasmus
- è qui in Portogallo per l'erasmus ora?"
- no, un paio di anni fa...
?!
- no...non credo di conoscerlo...

E vado avanti così, tra una figura di merda ed un progresso linguistico, tra pastel de nata e un'insana voglia di frutta...

postato da: speranza84 alle ore 15:07 | Permalink | commenti (7)
categoria:portogallo
venerdì, 16 novembre 2007

Pausa pranzo in quel di Viseu.

Vado nella tranquilla piazzetta di fronte la chiesa, dove i ragazzi del seminario vanno a mangiare qualcosa di non troppo peccaminoso...

Mi siedo sulla panchina a mangiare...un piccione si avvicina. Poi un altro.

Faccio finta di nulla mentre i piccioni si moltiplicano rapidamente intorno a me.

Uno di loro sale sulla panchina. Sta accanto a me, mi guarda. Io guardo in alto, ignorando la sua presenza.

(tu tu tuuuuu)

Poi, l'intollerabile: uno di loro sale sulle mie gambe.

Mi alzo di scatto e loro, prudenti, fingono di allontanarsi...

Mi avvio verso un'altra panchina, credendola più tranquilla...un tappeto di piccioni mi segue quatto quatto, quasi facendo finta di nulla...mi giro di scatto e loro, colti in fragrante, sferrano l'attacco più pericoloso del manuale "1000 per uccidere Speranza": iniziano a volarmi tutti intorno, creando un vortice dal quale ogni tanto qualcuno si distacca per ceracre di mordere il mio panino*!

Sono riuscita a fuggire fingando di andare incontro a qualcuno che conoscevo (in realtà era una vecchietta che portava a casa la spesa!) e, cambiando strada all'improvviso come quando si cerca di seminare qualcuno che ci segue, mi sono nascosta dietro le scale della chiesa...lì, ho consumato il mio panino guardandomi attentamente intorno...e cercando di non lasciare neanche una briciola sul terreno...

Anche questa volta, Speranza riesce a spuntarla...

...ma la forza distruttiva della Banda dei Piccioni Senza Cuore Ma Molto Affamanti non è stata del tutto sgominata...

...e quando starete mangiando il vostro panino durante la pausa pranzo, fate attenzione: i prossimi potreste essere voi.

 

* panino non molto appetitoso, ma pazientemente scongelato e preparato la mattina prima di andare a lavoro e quindi particolarmente desiderato dopo 5 ore di lavoro...

postato da: speranza84 alle ore 14:49 | Permalink | commenti (3)
categoria:portogallo
sabato, 10 novembre 2007

Nonostante la distanza dall'Italia non sia abissale, a volte si finisce per sentirsi abbandonati a sè stessi: se si ha un problema non si ha la possibilità di parlarne con qualcuno, non si hanno punti di riferimento e bisogna cavarsela da soli.

Proprio stamattina ho fatto una capatina all'ospedale (non ghignate: sto bene!!!) con la mia amica ormai un po' mamma Ruth; non sapendo bene come arrivarci, continuavamo a guardare la mappa cercando il percorso più breve. Nel mentre, si avvicina un signore che ci chiede dove dobbiamo andare. Alla nostra risposta, inizia a chiederci chi è di noi che sta male e se è grave...poi si propone di accompagnarci; ovviamente rispondiamo di no. Lui insiste: "ma è lontano, se stai male è meglio che ti accompagno!".

Effettivamente, era lontano, ed io e Ruth abbiamo risposto un incerto "si" accompagnato da cambio di posizione del cellulare da parte di Ruth (dalla borsa alla tasca interna del cappotto!) e dalla ricerca da parte mia di eventuali poliziotti nelle vicinanze...il tutto FORTUNATAMENTE vanificato dalla vista di una simpatica vecchietta seduta in macchina che se ne stava orgogliosa a guardare il figlio compiere la buona azione!

Una volta in macchina, ovviamente chiede cosa diamine ci facciamo a Viseu, ed alla nostra risposta cosa fa? Ci parla della nuora che lavora in un'agenzia pubblicitaria e ci da il suo numero di telefono ed indirizzo, dicendoci di passare in agenzia a nome suo e di chiedere se per caso hanno un lavoro da offrirci...mentre la vecchietta sorrideva! (magari era sorda!) 

Ci ha lasciato all'entrata dell'ospedale chiedendoci se avessimo i soldi per pagare il tiket e se avessimo memorizzato la strada per il ritorno! Non sapevo come ringraziarlo per tanta gentilezza e lui mi ha detto: "Se io ero in Italia facevate lo stesso con me!"...e gli ho detto di si, lascindogli nella mente l'immagine di un'Italia in cui certe cose contano ancora, e dove invece non si conoscono i propri vicini di casa. Io, italiana, che non volevo fidarmi pensando che fosse un maniaco o un rapinatore di giovani ragazze italiane-spagnole a Viseu per stage...

Se fossimo rimaste ancora un minutino con lui ci avrebbe trovato un bravo ragazzo poroghese di buona famiglia ed una casa in cui vivere. Ancora una settimana ed avrebbe pensato a tutto lui per le nozze e per il mese successivo sarebbe stato il simpatico zio che porta i pastel de nata ai nostri bambini portoghesi...

...ma chè bello trovare persone che ti aiutano anche se non sanno nulla di te, solo per il piacere di essere utili...Mi porterò nel cuore questo pezzo di Portogallo, che è il più bello e sincero.

Peccato che non posso portagli 'e muzzarell!

postato da: speranza84 alle ore 18:11 | Permalink | commenti (9)
categoria:portogallo
martedì, 06 novembre 2007

Olà!!!

Quest'ultimo fine settimana ho preso uno dei mitici Rede Expresssos per Lisbona...città stupenda vissuta con una persona speciale!

Lisbona è davvero stupenda, purtroppo piena di Italiani per il ponte e svuotata dei suoi cittadini, per cui ci abbiamo messo solo un giorno per vedere Rossio e monumenti vari, tanto che nel pomeriggio siamo finiti ad Oriente, la parte nuova di Lisbona, ma nuova del tipo che il "Centro Vasco de Gama" non è un centro per giovani artisti ma un maxi centro commerciale dal quale è impossobile uscire! Lì c'è l'Oceanarium, l'acquario dove si possono ammirare felici molti pesci tristi e due lontre che all'apparenza fanno delle simpatiche acrobazie, ma in realtà tentano tutti i giorni di saltare oltre il vetro...

Da non perdere per tutti coloro che vanno a Lisbona è la zona di Belem, la zona opposta ad Oriente, il luogo da dove gli esploratori portoghesi partivano alla scoperta del mondo (esploratori poi dimenticati a favore dei vicini spagnoli...non si manca mai di sottolinearlo!); lì si può ammirare il Monastero dos Jeronimos, davvero spettacolare, la torre di Belem e il Centro Culturale di Belem che espone opere di Picasso, Warhol, Morandi...tutto senza pagare il biglietto! Alla fine vi regalano anche la spilletta "I Love Culture" a forma di cuore, ma non andateci solo per quello!! 

Assolutamente eccezionale e ai più sconosciuta, SINTRA,  una cittadina situata a 40 minuti da Lisbona proclamata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO; praticamente un gioello fatto di castelli e case stupende arroccato su un'altura e immerso nel verde! Da non perdere il Parco della Pena, che ospita il Palazzo della Pena: praticamente un miscuglio di tutti gli stili possibili! Infatti fu costruito per volontà di Fernado II, che voleva riunire stili differenti in un unico palazzo: potete quindi ammirare la stanza indiana appena accanto a quella cinese, poco distanti dalla stanza della regina ornata di intagli in legno, giusto vicino al bagno completo di wc in azulejos...e per non essere da meno, lui stesso disegnò gli affreschi della sua stanza!!Insomma: poteva essere un disastro, invece è incantevole! Anche l'esterno è bellissimo, con differenti tipi di archi e porte e colonne...e se non ci credete, guardate qui! E non fatevi ingannare dal simpatico omino al Turismo che vi sconsiglia di visitarlo a causa della fila di un'ora e mezza: non c'è nessuna fila, solo ci vuole un'ora e mezza per visitare il palazzo (e un'altra mezza giornata per vedere tutto il parco con altri monumenti!)...vabbè, a dirla tutta sono un po' arrabbiata con lui, perchè mi sono avvicinata perlando un impeccabile (o impAccabile?!) inglese e lui mi ha detto: "In Italiano?" e pi non ha saputo spiegarsi bene...questi portoghesi!!!

Ma a parte questo, vale la pena vedere ogni castello, palazzo o strada di Sintra...soprattutto se si è in dolce compagnia!

Ora vi lascio perchè ho preso solo una birra e sto qui da due ore...

un bacio a tutti...(e un grazie a gab che ha resistito nonostante il raffreddore!!) ;)

postato da: speranza84 alle ore 21:30 | Permalink | commenti
categoria:portogallo