...strano davvero!
Le ultime parole famose sono state pronunciate dalla sottoscritta un lunedì sera: "resto a Perugia altri sei mesi".
Il mattino seguente Firenze mi chiamava!
Perugia è davvero una città porosa. E poi con me lo è stata particolarmente. Di questi due anni posso dire di aver passato effettivamente qui...quanti mesi? 12? 13?
Questo mi ha portato a considerare tutto come transitorio; a vivere questa città con un sentimento di affetto aleatorio, che non sapevo in cos'altro si sarebbe trasformato. A lasciarmi sfumare le amicizie, a dimenticare nei cassetti i grazie ed i perchè.
L'ho odiata anche, Perugia.
Sarebbe riduttivo dire che sia stato solo per le salite (che qui non sono mai discese!); in alcuni istanti avrei cercato qualsiasi pretesto per andare via.
Poi, preparando gli scatoloni ho capito cos'è stata Perugia: è stata un'incubatrice.
Una piccola vaschetta verde di discese e salite.
Una scatola che mi ha regalato avventure e sbornie, giornate intere a letto e lezioni al quarto piano e mezzo. Nella quale ho scavato ed ho trovato la parte peggiore di me, ma anche tanto coraggio.
Lo stato di passaggio.
Quel limine nel quale si è e non si è.
L'opportunità di guardare oltre.
Affacciarsi è stato faticoso. Mi è costato molto.
Mi costa soprattutto ora.
Perchè Perugia è come una donna che t'ignora, qualsiasi cosa tu dica o faccia. A volte, dalla strafottenza passa al trattarti male e tu non trovi altra soluzione che andare via, lasciarla una volta per tutte.
E proprio in quel momento, quando sei sull'uscio e sei sicura di non provare nulla, ti mostra il suo lato più bello, ti conquista sfoderando tutto il suo fascino...ti sorride addirittura.
Questa è Perugia per me.
Ora mi sta mostrando la parte migliore.
Forse perchè sono finalmente pronta ad accettarla, senza chiedermi i perchè e i come, sorridendogli di rimando.
Infondo, quando una relazione non funziona, non è mai colpa di uno solo; ed io non sono mai stata disponibile con questo strano partner.
E mi dico che è giusto così, che tra poco più di sei mesi anche lei non sarà più la stessa, piegata alla luce di riflessioni sterili alla TV, sotto la pressione delle persone che vengono e decidono di non restare; rigenerata ad ogni anno accademico.
Mi dico che le persone che resteranno qui perchè la amano o perchè ci sono nate saranno sempre mie amiche, non importa dove sarò; che io tanto (come ha scritto la mia amica R.) non sono mai dove si ci
aspetta di trovarmi.
Mi ripeto quello che mi sono detta in tanti altri momenti, e soprattutto lasciando Lancusi: che le relazioni non sono legate ai luoghi, che continuano e se è stato così già altre volte, perchè non dovrebbe funzionare anche questa?
E perchè, nonostante tutto, mi fa anche un po' male?
Perchè non ci ho mai provato seriamente.
E adesso che sembra funzionare un po' mi dispiace.
Perugia l'ho vissuta come una frase con due punti: ora volto pagina, più con me stessa che con lei.
Le ultime parole famose sono state pronunciate dalla sottoscritta un lunedì sera: "resto a Perugia altri sei mesi".
Il mattino seguente Firenze mi chiamava!
Perugia è davvero una città porosa. E poi con me lo è stata particolarmente. Di questi due anni posso dire di aver passato effettivamente qui...quanti mesi? 12? 13?
Questo mi ha portato a considerare tutto come transitorio; a vivere questa città con un sentimento di affetto aleatorio, che non sapevo in cos'altro si sarebbe trasformato. A lasciarmi sfumare le amicizie, a dimenticare nei cassetti i grazie ed i perchè.
L'ho odiata anche, Perugia.
Sarebbe riduttivo dire che sia stato solo per le salite (che qui non sono mai discese!); in alcuni istanti avrei cercato qualsiasi pretesto per andare via.
Poi, preparando gli scatoloni ho capito cos'è stata Perugia: è stata un'incubatrice.
Una piccola vaschetta verde di discese e salite.
Una scatola che mi ha regalato avventure e sbornie, giornate intere a letto e lezioni al quarto piano e mezzo. Nella quale ho scavato ed ho trovato la parte peggiore di me, ma anche tanto coraggio.
Lo stato di passaggio.
Quel limine nel quale si è e non si è.
L'opportunità di guardare oltre.
Affacciarsi è stato faticoso. Mi è costato molto.
Mi costa soprattutto ora.
Perchè Perugia è come una donna che t'ignora, qualsiasi cosa tu dica o faccia. A volte, dalla strafottenza passa al trattarti male e tu non trovi altra soluzione che andare via, lasciarla una volta per tutte.
E proprio in quel momento, quando sei sull'uscio e sei sicura di non provare nulla, ti mostra il suo lato più bello, ti conquista sfoderando tutto il suo fascino...ti sorride addirittura.
Questa è Perugia per me.
Ora mi sta mostrando la parte migliore.
Forse perchè sono finalmente pronta ad accettarla, senza chiedermi i perchè e i come, sorridendogli di rimando.
Infondo, quando una relazione non funziona, non è mai colpa di uno solo; ed io non sono mai stata disponibile con questo strano partner.
E mi dico che è giusto così, che tra poco più di sei mesi anche lei non sarà più la stessa, piegata alla luce di riflessioni sterili alla TV, sotto la pressione delle persone che vengono e decidono di non restare; rigenerata ad ogni anno accademico.
Mi dico che le persone che resteranno qui perchè la amano o perchè ci sono nate saranno sempre mie amiche, non importa dove sarò; che io tanto (come ha scritto la mia amica R.) non sono mai dove si ci
aspetta di trovarmi.
Mi ripeto quello che mi sono detta in tanti altri momenti, e soprattutto lasciando Lancusi: che le relazioni non sono legate ai luoghi, che continuano e se è stato così già altre volte, perchè non dovrebbe funzionare anche questa?
E perchè, nonostante tutto, mi fa anche un po' male?
Perchè non ci ho mai provato seriamente.
E adesso che sembra funzionare un po' mi dispiace.
Perugia l'ho vissuta come una frase con due punti: ora volto pagina, più con me stessa che con lei.
Io, ad essere sincera, ho sempre preferito...PAAARUUUGIAAAA!









però SE PROPRIO MORITE DALLA VOGLIA DI SAPERLO, la canzone degli ELO fa parte della colonna sonora del "Giardino delle Vergini Suicide" della coppolina figlia di famiglia...ma sì, la parte in cui ballano alla festa della scuola!

