mercoledì, 10 settembre 2008
Sarà che sono le 23.25 ed ho studiato fino a due minuti fa.
Sarà che Ruth mi ha mandato una foto delle persone che ho conosciuto in Galizia...ma stasera ho proprio nostalgia di Pontevedra.
Della macchina che sfreccia accanto al bosco e Cesar che canta Bob Dylan.
Dei discorsi sull'indipendenza e di Bea che fuma bevendo il thè.
Di quello strano senso di straniamento, che stavo lì ma non capivo bene cose ci facessi e sorridevo imbarazzata, mischiando le parole per farmi capire...
Della nebbia di Santiago e di Ruth che fa un altro ritratto sporcandosi le mani di carbone.
Dei cruciverba del padre letti ad alta voce non so perchè...e della mamma che cucina i "figli di baccalà".
Pure il discorso di fine anno del Re mi manca; le letture illuminate dei corrispettivi spagnoli di Gente e Oggi e le telenovelas spinte-che-più-spinte-non-si-può...

 P1040461

...partire è un po' morire. 
Si va via, e si ci sente esclusi dalla continuità della vita in un posto che è stato anche il nostro...e che vorremmo lo fosse ancora.
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mercoledì, 23 gennaio 2008

La cattedrale di Viseu disegnata da Ruth

"L'importanza di un'esperienza non è determinata dalla sua lunghezza, ma dalla sua intensità."  L. de Camões

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sabato, 05 gennaio 2008
La Galizia è quel pezzettino di Spagna che sta proprio sopra il Portogallo e si affaccia sull’Atlantico, dove ho trascorso le vacanze natalizie più strane della mia vita (fino ad ora!) con la famiglia di Ruth, a cui mi sono affezionata tantissimo. Persone semplici e affettuose che mi hanno accolto a braccia aperte e mi hanno reso partecipe di una cultura ai più sconosciuta. Infatti,  essere in Galizia è tutt’altro che essere in Spagna: per dieci giorni ho guardato Tv Galizia, ascoltato Radio Galizia mentre sulla strada troneggiano segnali stradali in galego, mangiato piatti galeghi leggendo Il Diario di Galizia e bevendo strani intrugli.
La Galizia ha la sua lingua ufficiale, il galego per l’appunto, con tanto di dizionario e tradizione letteraria, molto più simile al portoghese che allo spagnolo; aver diviso la stanza con Ruth negli ultimi 3 mesi mi ha preparata all’incontro con la sua cultura, con il risultato che suo fratello mi presentava alle persone dicendo:
   - Lei è Speranza, è italiana ma parla galego!
La maggioranza del popolo galego non sente di appartenere alla Spagna e chiede l’indipendenza su basi storiche, culturali e linguistiche. E’ per questo che il 27 dicembre siamo andati tutti insieme a vedere la partita di calcio Galizia – Camerun (1-1) allo stadio di Vigo, pieno di bandiere bianche e blu e di polizia in allerta! In un batter d’occhio stavo cantando strani cori galeghi e saltando per dimostrare di non essere spagnola (non si sa mai!). Tra un mese mi arriverà a casa la tessera tifosa…della serie: laureata di professione e tifosa del Galizia!
Ovviamente ho assaggiato tutti i piatti tipici della zona: baccalà, vieiras, gamberi, cozze (che vengono esportate in tutto il mondo), agnello, coniglio, cavoli…e non possono mancare le tortillas, amorevolmente preparate dalla mamma di Ruth per quando si rientra tardi la notte! La ciliegina sulla torta è stata la queimada: un intruglio altamente alcolico (“ma non è mica forte???”) che si prepara bruciando frutta e zucchero nell’alcol e che ha un intento propiziatorio: anticamente si preparava per allontanare le streghe e gli spiriti maligni.
La Galizia è spettacolare: con i suoi fiumi accarezzati dalla nebbia, i suoi gli alberi dorati sulle le valli e il ghiaccio che si scioglie al sole del mattino sembra uscita da un libro di favole!
Ruth mi ha mostrato la sua terra con orgoglio: Moranha, Pontevedra, Vigo e Santiago de Compostela, con i pellegrini muniti di conchiglia e bastone e la cattedrale dov’è sepolto l’apostolo San Giacomo; la sua famiglia mi ha viziata e coccolata, i suoi amici sono stati anche i miei; le vecchiette di Moranha mi baciavano la fronte e ognuno mi raccontava la propria personale esperienza italiana:
   - Il mio bisnonno era italiano, è fuggito qui per qualche strana ragione e per non farsi trovare  ha cambiato nome…
   - La mia prima fidanzata era italiana, forse di Milano…non ricordo bene…
…o mi facevano strane domande, del tipo:
   -  A maggio vado in Italia…ma Napoli è davvero così pericolosa?
   -  Non ricordo bene: in Italia c’è la camorra o la mafia?!
   -  Eh, in Italia fate dei risotti buonissimi! Mi dici come li cucinate?! (mai cucinato un risotto in vita mia)
   -  Ma tu…preferisci l’Italia o la Galizia?
   -  Se torni in Italia e trovi il tuo ragazzo con un’altra…cosa fai??
E tutti, semplicemente, mi chiedevano:
   -  …tornerai in Galizia?
Certo che tornerò in Galizia! Lì ho “una casa” fatta di persone stupende, un’amica speciale ed una squadra di calcio per cui tifare!
E alla partenza, Pontevedra mi ha regalato l’arcobaleno più grande e bello che abbia mai visto, mentre il padre di Ruth ci salutava dall’auto partendo con il portabagagli aperto…
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categoria:galizia