Stage finito, dispensa vuota e testa piena di cose da fare.
Mi sono dedicata alla creazione di un nuovissimo manuale che venderà milioni di copie; il titolo sarà "COME SCRIVERE UNA TESI ANCHE SE L'ARGOMENTO NON TI PIACE", e siccome io nelle cose mi butto anima e corpo e non posso assolutamente scrivere di cose che non conosco direttamente, ho deciso di provare in prima persona l'impresa e calarmi nei panni di una tesista la cui relatrice ha delle idee considerate obsolete da quando gli uomini popolano l'Australia. Per rendere le cose più complicate, faccio finta di dover pagare prima e secoda rata più le more se non riesco a laurearmi in tempo. Ma siccome sono pignola, metto in conto che probabilmente il correlatore possa non rispondere per un mese alle mie e-mail quotidiane, ci sta no? Ma direi quasi quasi di iniziare a fare finta di vivere in un posto che non è casa mia e che non è neanche vicino all'università ma che mi garba perchè ci sono un sacco di negozi. E, sempre perchè infondo un po' masochista lo sono anche io, fingo che la tesista che impersono viva in una casa che è come una barzelletta: c'era una volta un cinese, due africani e tre italiani...e vabbè, vediamo un po' come verrà fuori questo manuale.
Io dico che sarà un successone, che poi per questa fantomatica tesista io tifo per davvero anche se non esiste; e se esistesse mi farebbe un po' compassione.
Ad ogni modo, impersonare questa tesista tutto il giorno a volte è faticoso; oggi, ad esempio, mi sono ritrovata a far finta di dover cercare delle cose su internet e connettermi in un bar (perchè lei non ha la connessione a casa) sperando che non trasmettessero le partite. Mi è andata bene: trasmettevano la partita di rugby. Ora, a me i giocatori di rugby piacciono, e piacerebbero anche alla mia tesista; solo che non capisco nulla delle regole del gioco e quindi, aspettando che qualche presa venisse liberata per collegare il pc, ho guardato la partita fingendo di capire qualcosa, captando solo che a giocarsela erano gli inglesi e i francesi, infatti nel bar c'erano solo inglesi. La mia strana tendenza a sognare ad occhi aperti mi ha portato a smettere di far finta di seguire la partita proprio mentre gli inglesi intorno a me si lanciavano in soddisfatti "yeahh" e "iuhhu", mentre io continuavo a fissare lo schermo con l'aria pensosa. Fin quando non ho capito che tutti, e dico TUTTI gli inglesi nel bar a pensavano che fossi francese e che fossi triste perchè la mia squadra stava perdendo.
Ora, dico: mi hanno scambiato per una portoghese quando ero in Spagna, e mi hanno insultato in Portogallo perchè mi credevano spagnola; la relatrice della mia amica venezuelana credeva che fossi sua sorella e lo stesso giorno una sua amica mi ha chiesto "e tu da che nazione vieni?"...posso accettare di non sembrare italiana al 100% (anche se non ne capisco il motivo) ma essere presa per una francese mi sembra eccessivo.
Ora, se fossi nei panni della mia fantomatica tesista la smetterei di scrivere il blog ed inizierei a fare questa dannate ricerche. Lei è decisamente più sveglia di me.
PS. Nonostante la pubblicazione di questo post, la sottoscritta dichiara di non avere un alterego e di aver solo dato sfogo alla sua fantasia.







