Me ne sono tornata al mio paese che sta sulla collina (pure disteso come un vecchio addormentato, guarda un po’!) e me la sto proprio spassando.
I miei amici di fuori non fanno che dire che qui si dorme una meraviglia, ed hanno ragione: dopo una giornata a mare (dove pare che siano anche delle spigole…) non c’è nulla di meglio che godersi la frescura serale.
Capaccio è proprio rilassante: le cose più eccitanti che possono accaderti sono assistere ad un inciucio, ascoltare un pettegolezzo o esserne vittima: vuoi mettere il brivido di passeggiare in piazza e sapere che c’è qualcuno che sta chiedendo sotto voce “…ma quella a chi appartiene?!”.
Le cose non cambiano mai qui, posso fare la stessa vita di quando avevo 14 anni.
Alle cinque telefonata di rito ed appuntamento ai giardini. Si affacciano sul mare, distrattamente guardo Capri e sorrido, pensando che appena qualche anno fa eravamo noi a sospirare per i nostri compagni in motorino, lontane anni luce dalle ragazze che oggi ammiccano sicure di sé.
Le persone che incontro conoscono i miei sogni e me li restituiscono senza neanche rendersene conto; tireranno un sospiro di sollievo quando salirò su quel famoso aereo.
Qualcuno mi ricorda di “quel poveretto che saliva in motorino e si prendeva tutto quel freddo solo per vedermi” e qualcun altro mi chiede se mi sono laureata e mi fa gli auguri (sono passati due anni!).
Sono sempre tutti pronti ad ascoltare le mie stronzate e a supportarle, perché farò lo stesso con le loro. Non si stancano mai di guardare la mia carta d’identità, né di ridere degli inseguimenti che facevamo in macchina quando eravamo un gruppo di attori improvvisati.
Magari non sanno nulla della mia vita di ora, ma sanno chi sono e per questo riescono a darmi qualche consiglio giusto.
Le panchine sono sempre testimoni di inciuci e delusioni, come me del resto.
In effetti non sono dissimile da una panchina, non che la gente si sieda su di me sia chiaro, piuttosto ha questa strana abitudine di informarmi delle proprie cotte o di quelle altrui, tanto che alla fine dell’estate potrei costruire un grafico sull’andamento delle relazioni sentimentali nel mio paese, la frequenza delle volte in cui un corteggiamento è corrisposto e stilare una classifica dei più desiderati dell’estate 2008. Solo che, a differenza di una panchina, ho lo svantaggio di poter potenzialmente dire tutto ciò che so e la necessità di tacere per il bene di tutti...uno stress immane!
E comunque, meglio i giardini e le relazioni sentimentali altrui che le olimpiadi...