lunedì, 18 maggio 2009
Stavo scrivendo un bel post impegnato sulla pubblicità elettorale, ma mentre scrivevo dell'importanza di non lasciarsi abbagliare dalla luce che certi candidati hanno per il solo effetto della pubblicità, sono stata rapita dalle ultime e bellissime lattine in edizione limitata che Coca-Cola lancerà quest'estate.
Meno male che CocaCola non si candida...
postato da: speranza84 alle ore 22:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:spotanza
venerdì, 08 maggio 2009
Ecco perchè a volte è meglio esprimere le grandi quantità seguendo metodi non convenzionali.
Informazioni come il numero di persone che non possono avere un'educazione, che non hanno accesso a cure mediche o che non hanno la libertà di esprimere le proprie opinioni, risultano paradossalmente difficili da quantificare e da assimilare - soprattutto per persone bombardate da informazioni di ogni tipo.
E allora?
Si fa un disegnino:

33_100-print10
 
L'idea è venuta a Toby Ng Kwong To...non impareremo il numero di persone che non hanno risorse alimentari sufficienti, ma la prossima volta che mangeremo una pizza ricorderemo che facciamo parte del 30% che può permetterselo al mondo.
postato da: speranza84 alle ore 20:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:risposte
sabato, 02 maggio 2009
Avete finito gli esami. Avete quasi ultimato lo stage. Non avete rinnovato il contratto della stanza in affitto perché sperate di farcela. Non avete pagato le tasse d’iscrizione perché contate sulla sessione di laurea di aprile.

Quello che vi manca è una tesi di laurea.

Prima di iniziare, dovete tenere a mente che scegliere argomento e professore determineranno la vostra vita fino al fatidico la dichiaro dottore in…
Quindi seguite tre semplici regole:


  1. se siete una donna: scegliete un professore;



  2. se siete un uomo: scegliete una professoressa;



  3. non scegliete mai come argomento il caffè o qualcosa che abbia a che fare con la vostra pausa dallo studio: rovinerete ogni vostra parentesi di relax!


Avete iniziato a scrivere.

Siete una donna ed avete scelto una professoressa che vorrebbe che la vostra tesi fosse la proiezione dei suoi pensieri ed in più lavorate 8 ore al giorno per uno stage non retribuito. La vostra vita sentimentale rotola e la vostra dieta s’è dimessa raccomandandovi al fast food più vicino.

Ora è ufficiale: odiate la vostra tesi e la vostra professoressa. Che fare?

Dovete farle credere di avere bisogno di lei, ed in un certo è così: dovete laurearvi! Quindi fate finta di essere un’agenzia che ha a che fare con un cliente: vi chiede le cose più assurde, ma non potete perderlo perché è il pesce grosso che vi permetterà di passare dall’essere un’agenzia di tipo B ad una di tipo A.
Per prima cosa cercate di capire quello che la vostra professoressa vuole.

Fatele anche le domande più stupide e prendete sempre appunti: lei capirà che la state ascoltando davvero. Mentre prendete appunti rispondetele di tanto in tanto “certo” e “si”. attenzione alle domande retoriche alle quali bisogna rispondere "no" ("Non vorrà fare un pessimo lavoro?" "SI!"). Quando avete finito chiudete il quaderno e ditele “Ora è tutto chiaro. La ringrazio per avermi spiegato tutto. Mi scusi se con le mie domande le ho rubato molto tempo”. Evitate il “si padrone”, ma assumetene l’espressione.

  1. Se la ragazza che è entrata prima di voi è uscita piangendo perché la prof le ha rimandato la seduta: entrate sorridendo come se nulla fosse accaduto.
  2. Se la vostra prof. indossa calze a rete (rotte!) nonostante i suoi 70 anni: non ridete!
  3. Se la vostra prof. smerda il suo assistente facendogli le facce appena lui si volta: cercate qualcosa nella borsa e, appena siete fuori, ridete.
  4. Se vi chiede di inserire nella bibliografia libri nei quali vengono descritte delle pale d’altare: ditele “certamente” (anche se la vostra tesi riguarda la comunicazione di una marca di caffè).
  5. Se la vostra prof. vi chiede di posizionare la sezione illustrativa al centro anche se la cosa non risulta minimamente funzionale alla lettura della tesi: ditele “certamente”.
  6. Se guarda la sezione fotografica e vi dice “ahhh! Che bello!! È riuscita a trovare quello che le avevo chiesto ed ha fatto queste bellissime fotografie!”: ditele “certamente” (anche se le fotografie le avete scaricate da internet e non avete mai neanche pensato di comprare quelle cavolo di edizioni limitate!)
  7. Se pensate che abbia fatto una battuta: non ridete a meno che non lo faccia anche lei (potrebbe non essere affatto una battuta!)


Portate sempre con voi la bozza del capitolo successivo a quello che le state consegnando, così quando vi guarderà con aria delusa chiedendovi “tutto qui??”, voi potete sfoderare l’arma segreta rispondendole con tutta calma (guardandola negli occhi ed accennando un lieve sorriso) “ci sarebbe anche questo, è solo una bozza ma ci sto lavorando”. Lei non la leggerà mai e voi avrete dato l’impressione di essere pronti a tutto.


Ora avete la sua stima. Lei sgrida tutti gli altri tesisti e poi vi guarda amorevolmente precisando: “Non mi riferisco a lei!”


NON RILASSATEVI!


ORA LEI SI ASPETTERA’ DI TUTTO DA VOI!!

Quindi, se una settimana prima della consegna, sfoglia con fare noioso la vostra tesi continuando a mormorare “si…perfetto…ma…manca qualcosa…” e con aria pensante guarda in alto portandosi l’asta degli occhiali alle labbra: restate immobili. Non un’espressione: né rabbia, né dolore, né sorpresa. Il vostro viso deve essere inespressivo e neutrale come quello di Hello Kitty!
Se finalmente esprime il suo parere esclamando: “ah, ecco! Dovrebbe scrivere un ulteriore paragrafo nel quale si approfondisce l’analisi plastica di una della copertine!” continuate a non avere espressione e chiedetele: “certamente. Quando posso consegnarglielo?”. Se lei vi risponde con aria soddisfatta “Mercoledì va benissimo!” ditele “certamente!” anche se è lunedì e sono già le 18:00 e impiegherete due ore per raggiungere l’università, il che significa che avete solo un giorno per scrivere un paragrafo e che quindi dovete…INVENTARE! La spiegazione del perché è meglio inventare piuttosto che scrivere qualcosa di sensato è nel seguente punto:

Quando, dopo un totale di 6 ore di treno diluite in gruppi di due, arriverete in anticipo e deciderete di sondare la sua presenza sul luogo dell’appuntamento, lei sarà già lì e vi sgriderà per aver fatto tardi: “Non ho tempo da perdere!”; voi le direte “certamente! Ecco il paragrafo” e lei vi dirà “Bene!”; voi resterete lì aspettandovi che lo legga, ma non lo farà. Vi dirà “Allora, a lunedì prossimo!” ma lunedì prossimo sarà l’ultimo giorno utile per la consegna e lei non ha ancora firmato i frontespizi e dovete far stampare quattro copie! Fatevi coraggio: “Certo! Ma lunedì è l’ultimo giorno utile per la consegna, e mi chiedevo se non fosse il caso di chiedere una proroga per la consegna perché ci terrei molto che leggesse quest’ultimo paragrafo” e lei, raggiante come non mai, vi dirà “Ma si figuri!! Cosa vuole che cambi un paragrafo in più su un lavoro così accurato!! Mi faccia firmare i frontespizi, così può stampare!” A questo punto, fatele firmare i frontespizi e velocemente scappate per poterla chiamare troia a voce più alta possibile!

Se, una volta ritirate le copie stampate e rilegate, vi accorgete di aver sbagliato il titolo della tesi, urlate. Ma consegnatela lo stesso. La spiegazione del perché vale la pena consegnarla lo stesso è nel seguente punto:

Se la professoressa sfoglia con aria raggiante il vostro lavoro ma, ad un certo punto, vi guarda sospettosa chiedendovi: “Avevamo scelto questo titolo per la tesi???” voi non perdete la calma. Guardatela dritto negli occhi e con voce pacata ma sicura, accennando un lieve sorriso, ditele un sincero “si”. Lei non vi dirà nulla. Il vostro cuore ne risentirà: soffrirete di aritmia per circa un mese, ma ne sarà valsa la pena. 

Avete consegnato la tesi.

In teoria siete laureati! In pratica vi mancano le slides della presentazione…e non osiate pensare che ve la passerete liscia! La seduta di laurea è, guarda caso, proprio due giorni dopo Pasqua e la professoressa ha precisato che le slides devono essere solo 9. Voi, ovviamente, progettate delle slides di supporto al discorso, ma lei vuole che esse contengano TUTTA LA TEORIA DELLA QUALE è INTRISA LA VOSTRA TESI.
La vostra prima obiezione sarà “…quale teoria??” e a questa domanda vi risponderete da soli comprendendo che la professoressa non ha affatto letto la vostra tesi. A quel punto, badate bene a non far trasparire il vostro flusso di coscienza e propinatele il solito e consolidato “certamente!”
Se lei vi risponde “si, ma le slides le mandi in formato Word! Questo Power Point…”: mettetevi l’anima in pace ed esercitatevi nel copia e incolla.
Se lo scambio di e-mail è praticamente giornaliero e le slides assumono più forme di un mutante, provatele tutte: lei accetterà la forma meno comprensibile.
Se vi scrive anche il giorno di Pasqua: fatele gli auguri (e mangiate la colomba alla faccia sua)!

Se riuscite a sopravvivere: ripetetevi che è tutto finito sforzandovi di sorridere di fronte allo specchio.

Se necessario confidate sull’aiuto di un bravo psicologo.

Per scegliere lo psicologo bastano poche, semplici regole:


1. se siete donna scegliete una psicologa;

2. se siete....


postato da: speranza84 alle ore 19:34 | Permalink | commenti (10)
categoria:laureata di professione, speranzate