Stanotte non ho dormito. Stamattina sono scesa giù dal letto con la mia solita "grazia" e sono corsa a seguire la lezione delle 9:00 (la cui parte più interessante è stata la pausa con cornetto) seguita dalla lezione delle
11 :00 che è iniziata alle 12:00, perchè la prof è una diva e le dive devono farsi aspettare.
Oggi pomeriggio ho recuperato il sonno perduto ma ho perso una partita di pallavolo
non l'ho persa giocando
solo non vedendola
ma spero di vincerla pur essendomela persa... ...altro che laboratorio di copywriting...
ed al mio risveglio ho letto questo. Non so se l'idea sia originale o meno, ma mi è piaciuta molto.
Non tanto per cose del tipo "la nostra vita è dominata dai brands" etc...ma dalla facilità con la quale il nome del marchio si sia impadronito dell'oggetto.
Il mezzo Durex è un discorso che è meglio non approfondire.
Io ho finito per passare la giornata con Dell, fra Mulinex, Folletto e Msn, sperando in una serata Martini che però sarà solo De Fonseca, Granarolo e Kellog's. Al più ci guadagno un po' di MTv...prima di Pasta del Capitano, L'Oreal e Erbolario; stanotte sognerò ancora lei: Prada.
Ho rinunciato all'idea di scrivere la mia giornata brands quando ho visto che la mia sveglia si chiama CAT.
Fossi un marchio...non sarei molto competitivo, ma di sicuro vi farei risparmiare.
Da un po' di tempo a questa parte mi sono appassionata ad X Factor. Mi piace molto perchè alcuni cantanti sono bravissimi e adoro Morgan (sia chiaro: lo adoravo anche prima!).
La puntata di ieri sera mi ha un po' annoiato e mi è dispiaciuto che i Cluster siano usciti...così come i Seiottavi...vabbè...
...che poi non s'è mica capito cos'è questo Fattore X...qualcuno dice sia il talento, qualcun'altro una sorta di carisma, altri ancora la capacità di realizzare i propri obiettivi con la tenacia...
Io mi sono guardata attentamente, dentro e fuori, e devo dire che ho riscontrato un Fattore XXL che è difficile nascondere, ma va bene uguale; come direbbe Maccio Capatonda "Meglio abbondare"...e qui non ci si risparmia mica!
Dalla settimana scorsa ho anche ribadito al mondo intero che ho una notevole dose di Fattore C...si, insomma: di fortuna!
Perchè superare l'esame di diritto nel giorno in cui la maggior parte dei tuoi compagni ha maledetto il sistema elettorale del Congo (si, a quanto pare votano anche lì...) non è roba da poco, specie se durante le settimane precedenti ci si è dedicati a tutt'altro.
I fattori C sono stati molteplici:
- il fatto che ci fosse un simpatico assistentre a bilanciare la cattiveria del professore, tanto per cominciare;
- il fatto che sarei stata chiamata dal professore, se la ragazza prima di me non avesse rinunciato a sostenere l'esame permettendomi (inconsapevolmente) di sostenerlo con l'assistente al posto suo;
- il fatto che il suddetto assistente - per misurare il mio grado di approfondimento della materia - mi abbia chiesto giusto quel procedimento spagnolo che la mia amica venezuelana mi aveva spiegato il giorno prima...e di cui ho già dimenticato il nome....
...e giuro che non ho sbottonato la camicetta...anche perchè indossavo una maglietta!
Credo di aver finito con gli esami di diritto; con quelli che non centrano nulla con il mio corso di laurea - e che dobbiamo sostenere per volontà superiori...ma di chi?! - avrò ancora a che fare...ma questa è un'altra storia...
Che gli esami di diritto siano una palla, è risaputo.
Ma a me fanno uno strano effetto collaterale.
Se mi mettete a studiare un libro di diritto, è matematicamente possibile che il mio cervello si interessi a tutt'altro.
E' statisticamelte calcolato, infatti, che la lettura di quotidiani raddoppi, quella di libri di fantascienza (genere abbastanza lontano dalla dottrina giuridica) si quadruplichi e la quantità di cose interessantissime e assolutamente non posticipabili da fare su internet diventi allarmante.
Se poi aggiungete alcune variabili, come il bel tempo, allora la faccenda si complica:
- la possibilità che io esca all'alzarsi della temperatura è inversamente proporzionale alla media delle temperature di stagione (più sono basse, più probabile è che io esca appena si alzano);
- la possibilità che cucini è direttamente proporzionale alla mia fame (allora è costante?!) ma inversamente proporzionale alla presenza di Touffe in casa (ah, allora...);
- la frequenza con la quale riordino l'armadio è di 8 su 10;
- la frequenza con la quale cambio disposizione dei mobili della stanza è di 6 su 10 (ma dipende anche dai mobili);
- la frequenza con la quale riordino il beauty case è di 10 su 10.
Il tutto discende da una verità prima ed ultima che ho immediatamente assimilato per via divina la prima volta che ho toccato un libro di diritto:
QUALSIASI COSA, QUALSIASI, E' PIU' INTERESSANTE.
Sarà quindi facile capire come mai:
- senta il bisogno di riflettere sulle canzoni della Bertè;
- passi le mie giornate a contare le mattonelle di casa facendo una media del tempo speso a fissarle;
- mi interessi in modo morboso alla zoologia cercando di convincere i mosconi che svolazzano in casa ad uscire usando solo argomenti di tipo filosofico;
- trovi il bisogno assoluto di telefonare mia cugina di quarto grado per scusarmi perchè l'ultima volta che ha provato a chiamarmi - quattro anni fa - io non le ho risposto, e spiegarle che se non l'ho fatto era solo perchè non stavo studiando diritto.
Se ho la fortuna di trovare storie improbabili e assolutamente ridicole, allora ci saranno i seguenti effetti:
- penserò a tutti i modi in cui la storia di cui sopra possa essere più grottesca;
- trillerò tutti i contatti msn per condividere l'informazione;
- cercherò in tutti i modi un pretesto per postarle nel blog montandoci intorno una storia - se possibile - ancora più ridicola.