martedì, 29 aprile 2008
Non sulla scia della nullafacenza (si scriverà così?!) ma su quella della curiosità, mi sono lasciata trascinare da current ma solo in versione internet, perchè non posso ancora controllare com'è la versione TV che sbarcherà su Sky a fine aprile...

...e ne ho dedotto che  è un bellissimo progetto dietro il quale ci sono persone che amano quello che fanno, che producono contenuti non per soldi ma per la voglia di far sapere che e parlare di.
L'interfaccia è una figata davvero...e poi i contenuti sono controllati, non si posta tanto per; inoltre, grazie alla possibilità di editare un profilo, si possono conoscere gli ideali della persona che ha postato l'informazione o il video.

Al Gore sarà a Roma L'8 maggio per parlarne...spero che in Italia avrà lo stesso successo...

...anzi, a pensarci bene, vista la situazione politica, credo che cada proprio a fagiuolo...

intanto, fra la marea di cose serie, linko un'animazione davvero carina sui social network!

Bhè?! non sono mica una che...
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sabato, 26 aprile 2008
amica (in partenza): "presto troverai anche tu la tua strada..."

speranza: "...il fatto è che mi trova sempre prima lei!"

buon viaggio...




mongolfiere a Paestum, ottobre 2006
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categoria:risposte
lunedì, 21 aprile 2008
I miei amici lo sanno che non ho voglia di fare nulla: alcuni provano a spronarmi, altri contribuiscono in maniera decisiva al mio cazzeggio secolare...ed hanno un'influenza decisamente maggiore.

- Oh Spè, iscriviti su TRAIAN! E' fichissimo: ti costruisci il tuo villaggio, scegli a quale popolazione vuoi appartenere, quali armi e risorse potenziare...e poi facciamo un'alleanza e gli troviamo un bel nome...

...la storia del trovare un nome è stata decisiva! In breve ero già su Traian a creare il mio villaggio.

Così, Hopeland (ihih) è cresciuta fin qui abbastanza bene: le vecchiette parlano tra loro affacciate al balcone (la pescivendola è una gran chiacchierona...), i bambini giocano per strada e si esercitano ad usare i poteri magici, gli uomini tagliano la legna nei boschi e scavano nelle miniere.

apro e chiudo parentesi: la storia delle mogli che stanno a casa a chiacchierare e dei mariti che vanno in miniera non è sessista, solo che io non ci andrei mai per boschi con l'accetta (anche perchè credo che un'accetta nelle mie mani sarebbe deleteria per il mondo intero...); inoltre, ritenendo la circolazione delle informazioni il motore della vita di un villaggio (per esperienza diretta), non voglio delegare agli uomini questo compito immane, al quale comunque non assolverebbero con la stessa dedizione delle donne...

ma stasera è successo l'imprevedibile: MI HANNO ATTACCATA! ED HANNO RUBATO TUTTE LE MIE PROVVISTE!

OVVIO: secondo voi ci avevo pensato a costruirmi una caserma ed un esercito?!

Nonostante sapessi che fare la guerra è il princiaple scopo del gioco, le uniche cose che avevo costruito erano IL MAGAZZINO ed IL GRANAIO, ma mica perchè penso sempre al cibo?! noOo...

Quindi ora sto addestrando un branco di boscaioli paffutelli che sanno tutto sulla storia della pescivendola che se la fa con il tizio della bottega (che poi il marito si spacca la schiena su quelle montagne e lei così lo ripaga?! e ha pure il figlio che ne risente, di questa storia, e le magie non gli vengono bene e gli altri bambini lo deridono...) ma, ahimè, nulla di come si maneggia una  lancia o come si posiziona una balaustra...spero solo che non procederanno all'autodistruzione!
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categoria:speranzate
mercoledì, 16 aprile 2008
se potessi spiegare quello che è appena successo:

1. qualcuno morirebbe dalle risate;
2. un altro penserebbe che l'ho fatto a posta;
3. un'altra ancora mi direbbe che sono la solita;
4. di sicuro qualcuno mi guarderebbe come una sensitiva; o una che ha un culo esagerato (vabbè...)

ma io non so davvero spiegarmi perchè certe cose insospettabili debbano capitare proprio a me.

E la cosa davvero assurda è che, grazie al mio intuito...probabilmente nessuno se ne accorgerà.
O forse già lo sa?!
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categoria:que sorte
martedì, 15 aprile 2008
Oggi non è uno di quei giorni in cui mi sento fiera del mio essere italiana; anzi, direi che non sento di condividere molto con il resto degli italiani. Insomma: credevo di essere circondata da persone con un minimo di buon senso, invece scopro che anche intorno a me - ormai ne sono certa - si nascondono persone che fanno la scelta sbagliata; certo: io sono quella che si fa convincere dalla relatività delle circostanze anche quando ai più sembra l'ultima cosa da considerare...eppure oggi non mi sento di giustificare un bel niente.
E' la scelta sbagliata, punto e basta.

La prima volta che ho detto "io non prendo nulla, me ne vado e basta" avevo 15 anni ed ero solo arrabbiata con un certo ragazzo che camminava con una certa ragazza che, ovviamente, non ero io.
Non centra nulla, ma la citazione mi sembra appropriata...il mio cervello lo posso lasciare in stand by qui e poi riattivarlo quando questa gigantesca allucinazione collettiva sarà passata. Quando questa malattia sarà debellata.
Si, insomma: quando si potrà pensare (liberamente) ad un futuro (libero).

Che poi io sono la prima a non voler pensare al futuro, ok, ma speravo restasse una "libertà positiva"...

Però resta il fatto che ho ricevuto una notizia davvero bella, (e chi mi conosce può intuire e condividere! )...una di quelle notizie che ti fanno dimenticare chi c'è ora al governo e sorridere.
Una di quelle notizie che ti fanno sperare segretamente...
Per una siffatta notizia ci vuole proprio un bel coretto...scaricato (da) e dedicato (a).



heebie jeebies - the Boswell sisters


PS. ma ora, viste le condizioni, la Santanchè...gliela darà??
 
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categoria:risposte, speranza contro
martedì, 08 aprile 2008
Molti penserebbero che io stia attraversando una fase di acuta sensibilità emotiva (ma va?!).
Non è colpa degli ormoni, ma delle cose che a volte accadono senza un perchè.

La mia professoressa oggi ha detto che la narratività intrinseca al nostro pensiero ci aiuta a superare le piccole ansie quotidiane...mh, sarà, ma non ne verrei a capo neanche scrivendo un romanzo di quelli diviso in tomi, e se andassi da uno psicologo lo costringerei ad andare da un altro psicologo che a sua volta pubblicherebbe un trattato sull'inutilità dell'assistenza psicologica a persone di nome Speranza che abitano a Perugia e scrivono su un blog. Dubito che guadagnerebbe qualcosa: caduto in depressione deciderebbe di suicidarsi lasciando la famiglia con un mare di debiti; la figlia allora prederebbe la seria decisione di sposasi col figlio di un miliadario (perchè aveva sentito che un tizio bassino con la bandana lo suggeriva) ma solo per soldi e quindi vivrebbe il resto dei suoi giorni infelice ma con le Prada ai piedi.
Per evitare tutto ciò ho scartato l'idea psicologo. Non voglio tenerni sulla cosienza una povera figliola.

Ma ho scoperto che posso chiacchierare con la tabaccaia ultra centenaria che sta sotto casa.
Lei fa lunghi, interminabili discorsi...perchè per prenderti un francobollo ci mette delle ore che devono pur essere riempite in qualche modo. Oggi abbiamo conversato un po' sull'impossibilità di trovare un francobollo in un tabaccaio di un paese non turistico, cosa che comunque non è d'importanza primaria nell'ordine dei problemi da risolvere nel mondo; poi ovviamente le ho detto tutto di me (temendo che ci fossero delle telecamere) e mi ha presentato due ragazzi che sono entrati:
- Li conosco bene sa, sono dei bravi ragazzi...

Grazie signora ma non era questo il problema...o sembro una sfigata?? sembro una zitella?? mi dica la verità la prego!! Perchè sono solo un po' triste, le assicuro, non sono una sfigata! non sono certo una che passa la sua vita dietro ad un computer (anche se qualcuno sarebbe pronto a giurarlo!) non ho vergogna di mettermi la gonna ed ho tantissimi amici...poi ora porto anche le lenti a contatto, cosa che di sicuro mi elimina dalla lista delle secchione di turno...la prego, non mi dica che sembro una sfigata! come dice?? "preoccupata per come mi vedono gli altri?"...ma no!!! le assicuro, non ci penso praticamente mai...

Ad ogni modo, ieri sono andata a vedere Juno, un film davvero delicato e bello, e non mi voglio dilungare sui per come e i per cosa...solo dire che è difficile parlare di certi argomenti in modo leggero ma non banale, senza dare giudizi di sorta sull'aborto o sull'adozione o sull'essere "sessualmente attive" ("ma cosa vorrà mai dire?") ad una certa età anzichè un'altra (che poi magari nessuno dice nulla sulle signore che hanno figli a cinquant'anni...). E la colonna sonora è davvero bella.
postato da: speranza84 alle ore 19:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:senza speranza
venerdì, 04 aprile 2008

Ieri sera ho visto “Tutta la vita davanti”, film che mi ha trasmesso varie sensazioni….

Sarà che ho deciso in tutta coscienza (e molta pigrizia) di rimandare il momento fatidico nel quale mi ritroverò a sentirmi dire “siamo spiacenti” e “in questo momento non assumiamo nessuno” –  e non perché sia laureata in scienze della comunicazione! –ma ho voluto estendere il significato del film al mondo moderno.

Non credo che sia un film “sui call center”. E’ un film sulla nostra società. Magari non il più riuscito, magari non il più realistico, sicuramente molto grottesco, ma veritiero.

Veritiero per quel certo modo di descrivere un mondo in cui chiunque è pronto a farti sentire speciale se deve venderti qualcosa (pubblicità, tv, telefoniste…sempre perché “io valgo”…ma quanto?!) oppure spremerti fino all’osso, ma che ti butta fuori non appena cadi, e una mano a rialzarti non te la da.

Un mondo (quello universitario, quello del lavoro come dei gruppi di pari) in cui puoi essere venerato da tutti se sei portatore di determinati valori senz’altro positivi, ma che certo non si possono trasmettere in ogni momento della propria esistenza; per cui ad un certo punto, inevitabilmente, cadi e devi rialzarti da solo. Un mondo in cui si condivide la gioia, non certo il dolore (la stessa protagonista festeggia la laurea con la madre, ma non le sta vicina durante la malattia). Una società nella quale ci ritroviamo tutti a creare una gigantesca bugia che porta a conseguenze assurde che a loro volta generano altre menzogne…un mondo talmente finto nel quale scoprire la realtà equivale a negarla, persino a se stessi, e la si cancella, la si uccide con un colpo di rabbia senza neanche ricordarselo il giorno dopo.

Sarà che mi sono lasciata trascinare dal rimando malinconico a “C’eravamo tanto amati”, un film che adoro e per il quale ho riso e pianto…

Sarà che mi arrendo in partenza ad un destino fuori dal mio paese e, magari, anche dal continente…

Sarà che sento profondamente quella voglia di correre, ma solo idealmente (sia chiaro!) perché per farlo realmente avrei bisogno di tutta la scatola di integratori…e che sento il disagio di dover inventare anche io un giorno gigantesche esche per attirare quanti più clienti possibili…

Sarà, ma in un mondo in cui la psicologia diventa marketing e la salute un business appetitoso, una signora che disinteressatamente ti chiede come stai e ti abbraccia, mi ha fatto commuovere.


E ringrazio sentitamente una signora reale, quella del piano di sotto, che ieri mi ha detto:

“ma tu abiti qui? Non t’ho mai vista, sarà che ti sei fatta più carina?”

…sarà che sono stata tre mesi in Portogallo ed uno a casa?!

postato da: speranza84 alle ore 16:39 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 01 aprile 2008
 Avete mai desiderato essere dentro una canzone?




Purple Rain - Prince
postato da: speranza84 alle ore 14:36 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica