“Ci vuole un bel coraggio a partire così, su due piedi per un paese di cui non parli neanche la lingua…”
“NoOo…basta un po’ di incoscienza!”
Sono un’incosciente, non ci ho pensato per nulla prima di partire, non mi sono chiesta come potesse essere e cosa avrei potuto trovare; partendo dal presupposto che non avendo tempo per informarmi bene avrei fatto prima a venire qui e verificare di persona, sono semplicemente partita su due piedi. E devo dire che è andata alla grande fino ad ora! Ho camminato per le strade di Porto e ne sono rimasta semplicemente incantata: è bellissima, così ordinata eppure incredibilmente colorata e viva! Viseu è un po' piccola, ma si sta bene ed è anche molto carina!
Insomma: il viaggio è andato bene!
Dovevo: andare a Fiumicino con un simpatico trenino piano di scale e quindi inagibile per chiunque avesse una valigia (o anche solo un portatile), prendere l’aereo per Lisbona, fare scalo lì per Porto, a Porto prendere la metropolitana per il centro, percorrere Rua Santa Caterina (che, devo dire, mi ha aiutato!) trovare il terminal dei pullman Rede Expressos (la Ruocco Viaggi del Portogallo), arrivare e Viseu e di lì cercare il modo per arrivare sotto casa!
Avevo dei piani di riserva nel caso in cui mi fossi persa; il mio preferito era quello che prevedeva di cercare una bambina affidata all’hostess ed affidarmi alla bambina…una volta all’aeroporto avrei potuto seguire il consiglio del mio amico Gianfranco: scrivere su un cartello “SONO QUI” ed aspettare che qualcuno mi raccattasse! Fortunatamente non ne avuto bisogno e mi sono comportata da personcina perbene che viaggia ogni week end della sua vita.
La cosa sbalorditiva è che non ho rotto nulla! Gli aerei sopravvissuti al mio passaggio sono ben due! Hanno retto il confronto anche la metropolitana per Porto centro e il pullman per Viseu! Persino il taxi che mi ha portato sotto casa ne è uscito illeso!
In compenso, il portoghese non è per niente semplice. E a tutti quelli che mi hanno detto che lo spagnolo mi avrebbe aiutato, dico: MA ANCHE NO! (but also not – pero tambien no). Il portoghese è leggibilissimo: sembra uguale allo spagnolo ed al dialetto capaccese, tanto che credevo che avrei finito per dire cose del tipo “ia a scola au centro ru paes” oppure “t putiss pur fa sent”…e via dicendo; nella realtà, il portoghese si pronuncia in modo completamente diverso da come si scrive, e questo l’ho scoperto solo stamattina, alla prima lezione di lingua. Ne avevo avuto il sentore appena arrivata, quando non afferravo un solo suono che somigliasse allo spagnolo o al capaccese, ma sentivo famiglie intere parlare come gli slavi o i rumeni. La prima volta ho pensato che si trattasse di turisti; la seconda di immigrati; poi ho iniziato a pensare che ci fosse un’invasione slava in Portogallo e nessuno – tranne me! – ne avesse la minima idea. Poi ho notato che i suddetti slavi non avevano la carnagione chiara e i capelli biondi, ma erano proprio come i portoghesi! Stamattina ecco risolto il mistero! In portoghese, per dire una cosa del tipo “mi chiamo speranza”, bisogna scrivere “eu chamo-me speranza” e leggere “eushamumeshperans”! e questa è la cosa più semplice, perché poi bisogna ricordarsi che la “nh” si legge “gn”, la “lh” si legge “gl” (vabbè…non è difficile!!), che “as” si legge “esh” e “os” “ush” (si fa più complicato!!) e che “em” si legge “EI”!! (…ma perché se poi nell’alfabeto si elencano come in italiano???)
Ma io ho la soluzione a tutti i problemi della vita, compresi quelli linguistici, perché è sempre a portata di mano: IL CIBO! Qui il cibo è spettacolare anche visivamente: vedi frittelle che grondano di olio e dolci ricoperti di qualsiasi cosa! Ho già assaggiato la frittella di baccalà (che qui è una tipica prelibatezza: ed io che l’ho sempre snobbato!), una frittella di calamaro e una di carne, formaggi vari e birra…come dolci ho assaggiato solo una fetta di qualcosa che, a detta della barista, doveva contenere zucchero, ma mi sembra improbabile visto che era pieno di crema ed era pesantissimo! Il caffè qui è buonissimo, addirittura migliore del nostro! Devo avvertire però che qui, a Viseu, ho visto la cosa più abominevole che un umano possa ingurgitare: la francijiha (o qualcosa del genere), che è complicata persino da spiegare! Ci provo perché devo comunicare questa cosa al mondo: ci sono due fette di pane tipo pancarrè doppio, che contengono (in ordine sparso e a seconda della zona in cui tagliate) prosciutto, salsiccia, carne, hot dog e qualche altra schifezza tipo salsine o formaggi (non ne sono sicura); poi viene tutto ricoperto da una salsa arancione ed in cima a tutto trovate un bellissimo uovo all’occhio di bue! Credo che l’abbia concepita Homer Simpson in persona, perché anche i colori avevano un ché di surreale. E’ talmente schifosa che neanche io ho avuto il coraggio di ordinarla! Ma il mio coinquilino ha vinto la sfida con la francijiha...e si è pure fatto la scarpetta!!
Insomma: sono felice di essere qui ed ho anche risolto i mieie problemi di connessione con il PC!!
quindi...a presto!!!